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Trekking dei colori d’autunno 2017  

Trekking dei colori d’autunno

Traversata del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise

Una settimana tra vette, boschi e valli

sulle tracce degli animali e alla scoperta dei piccoli borghi.

 

val fondilloTraversata impegnativa che percorre gli itinerari meno frequentati del Parco tra suggestive faggete e ampi pianori dove è possibile avvistare gli animali selvatici; è infatti il territorio dell’orso bruno marsicano, del lupo e della lince, dove le ali spiegate dell’aquila reale raggiungono le balze rocciose abitate dal camoscio appenninico e in autunno i cervi maschi impegnati nei combattimenti amorosi riempiono i boschi dei loro bramiti.

 

 È un itinerario che invita alla quiete e alla riflessione, in una natura per molti aspetti considerata di “wildernes” che, finalmente libera dalla folla del turismo estivo, si appresta ad assumere l’aspetto essenziale e severo del periodo invernale che le consentirà di giungere fino alla successiva primavera.

Come la natura, anche i piccoli borghi presenti nel territorio del Parco ritrovano la loro essenzialità nelle quotidiane occupazioni legate agli usi e alle tradizioni locali e possono manifestare al meglio lo spirito di accoglienza proprio delle genti di montagna.

Il Parco d’Abruzzo tra i più antichi d’Europa, è a circa due ore di macchina dalle grandi città di Napoli e Roma con itinerari dove raramente nel periodo autunnale si incontrano molte persone e dove non si trovano che rare e preziose testimonianze antiche della vita silvo-pastorale.  

Camosci - Monte Amaro OpiIl trattamento è di pensione completa con pernottamenti, cene e colazioni a base di prodotti locali e ricette tradizionali che si terranno nel piccolo albergo di Opi, caratteristico borgo posto su uno sperone roccioso al centro del territorio del Parco.  
I pranzi saranno generalmente al sacco forniti dall’albergo o, dove possibile, presso strutture convenzionate. Dopo cena, per chi vorrà partecipare, verrà illustrato l’itinerario del giorno successivo e predisposta una breve animazione a cura delle guide. Gli spostamenti per le varie escursioni saranno effettuati con apposita navetta o con il trasporto locale. 

NOTA

 Il trekking è adatto per escursionisti allenati abituati a camminare anche per 7-8 ore consecutive superando dislivelli che possono raggiungere gli 800 metri.
I percorsi non presentano difficoltà tecniche e non occorre utilizzare zaini particolarmente pesanti essendo necessario solo il fabbisogno giornaliero.
Nel periodo autunnale il tempo è abbastanza stabile con minime notturne che possono essere prossime allo 0 e massime diurne intorno ai 10-15 °C.
Sono tuttavia possibili condizioni meteo perturbate per cui è necessario avere indumenti adatti alla pioggia. 

 

Nella scheda sottostante sono riassunte le caratteristiche principali

  • Trekking dei colori d’autunnoImpegno: **
  • Altitudine: max. 2.000 m
  • Tipo: trekking
  • Stagione: autunno
  • Durata: 7 giorni
  • Pernottamenti: Hotel, pensione completa in camera doppia
  • Partenze: 30 settembre – 14 ottobre
  • Quota partecipazione: € 500,00 (+ € 60,00 per pernottamento in camera singola)
  • Quota iscrizione: € 50,00 compresa nel prezzo e valida come prenotazione (rimborsabile in caso di annullamento del trekking e non rimborsabile in caso di rinuncia)
  • Gruppo: minimo 7 max. 13 partecipanti
  • Guida: accompagnatore di Media Montagna iscritto al Collegio regionale Guide Alpine Abruzzo.

Programma giornaliero 

Il programma va considerato come una linea guida e potrebbe subire modifiche rispetto alle esigenze dei partecipanti e delle avverse condizioni atmosferiche.
Qualora la guida ritenga necessarie modifiche al programma le metterà in atto dopo essersi consultato con i membri del gruppo.
La partenza giornaliera è generalmente prevista tra le ore 7,30 e le ore 8,30 secondo la lunghezza della tappa.

 

1° giorno sabato – Arrivo

Appuntamento per tutti alle ore 17,00 presso l’hotel “La Pieja” di Opi.

Saluto di benvenuto, conoscenza dei partecipanti e presentazione del programma.

Cena e pernottamento.

2° giorno domenica

Pescasseroli – Rifugio di Iorio – Cresta della Rocca – M. Tranquillo – Forca d’Acero
(sentieri PNALM: B1-R7-C5-C3-C1 – Lunghezza 16,50 km ca. – tempo di percorrenza 8,00 h ca. – disl. salita 762m. – disl. discesa 413m. – difficoltà EE).

Percorso impegnativo che parte dall’imbocco del vallone di Pesco di Iorio appena fuori dell’abitato di Pescasseroli (trasferimento da Opi a Pescasseroli).
Si risale il vallone fino alla cresta dove si trova l’omonimo rifugio (m. 1830 ) e dove è possibile ammirare l’ampio panorama sulle montagne del Parco e sulla confinante Ciociaria con i gruppi montuosi dei Simbruini e dei Lepini.
Si prosegue lungo i saliscendi della cresta che raggiunge l’altezza massima con il m. La Rocca (m 1924) ammirando il panorama che cambia continuamente prospettiva e guardando con attenzione i sottostanti ghiaioni frequentati in questo periodo dall’orso marsicano per alimentarsi con i frutti delle piante di “ramno”. Al termine della cresta si scende al valico di M. Tranquillo dove si trova l’omonima chiesetta e dove si prende il sentiero che tra boschi e ampi prati pascolivi raggiunge la Forca d’Acero; in questo tratto è possibile incontrare volpi, cinghiali e cervi al pascolo. Rientro a Opi.
Punti di sosta: Rifugio di Iorio, Chiesa di M. Tranquillo.

3° giorno lunedì

F.ca d’Acero – Vallone Inguagnara – Valico Inguagnara – Val Fondillo – Opi
(sentieri PNALM: P3-F6-F5-F2–TR – Lunghezza 10,80 km ca. – tempo di percorrenza 6 h ca. – disl. salita 370 m. – disl. discesa 816 m. difficoltà E). 

valico inguagnaraTrasferimento da Opi al Valico di Forca d’Acero (1500 m) dove si prende il sentiero in costa che immette nel vallone Inguagnara con ampio panorama sulla sottostante valle di Comino. Si percorre tutto il vallone pascolivo incassato tra due creste continue fino al suo termine dove si inerpica il sentiero che porta all’omonimo ampio e suggestivo valico caratterizzato da un imponente panorama sulle vette dolomitiche della Camosciara e del m. Petroso. Si scende per sentiero inizialmente pietroso che attraversa i ghiaioni sommitali e poi ci si inoltra nello straordinario bosco della Val Fondillo che si percorre tutto fino quasi all’imbocco della valle dove si devia per l’antico tratturo che porta fino a Opi.
Punti di sosta: Valico Inguagnara, stazzo di Val Fondillo.

4° giorno martedì

Monte Amaro
(sentieri PNALM: F2-F1- Lunghezza 4,720 km ca. – tempo di percorrenza 4,00 h ca. – disl. salita 800 m. – disl. discesa 800 m. – difficoltà EE).

Itinerario breve ma impegnativo per l’elevato dislivello e la ripidità del sentiero che non concede pause.
Trasferimento da Opi al museo della Foresta della Val Fondillo. Si prende il sentiero pianeggiante che porta alla caratteristica sorgente della Tornareccia e poi si inizia la salita vera e propria del M. Amaro tra boschi di faggio e brevi spazi pascolivi sulla cresta sommitale. Al termine della salita ci si arresta sull’ultima anticima per non disturbare i camosci che normalmente stazionano sulla cima successiva da cui possono rifugiarsi nei sottostanti valloni di riserva integrale.
Pranzo presso il ristoro all’ingresso della valle e successivo rientro a Opi.
Nel pomeriggio, per chi lo desidera, visita guidata al borgo di Opi, al museo del camoscio e al belvedere della Foce.

5° giorno mercoledì

Lago Vivo
(sentieri PNALM: K6-K4 – Lunghezza 10,300 km ca. – tempo di percorrenza 5,00h ca. – disl. salita 556 m. – disl. discesa 532 m. – difficoltà E).

Trekking dei colori d’autunnoItinerario non particolarmente faticoso che consente il necessario recupero in preparazione dei percorsi degli ultimi due giorni piuttosto impegnativi.
Trasferimento da Opi alla Forca di Barrea. Si inizia con percorso pianeggiante su sterrata che consente di ammirare il paesaggio sul lago artificiale di Barrea e sui borghi che lo costeggiano. Si imbocca quindi il vallone dell’Inferno con un caratteristico sentiero che lo risale tutto fino al valico della Madonna del Buon Passo, così chiamato per una piccola immagine della Vergine e la relativa scritta incisa sulla roccia.
Al termine della salita si arriva sul vasto pianoro, dominato dalla vetta del m. Petroso e dove, assieme alle tracce di antiche capanne di pastori, è possibile vedere la pozza d’acqua che dà il nome al piccolo lago che viene chiamato “vivo” per la notevole variazione delle sue dimensioni tra il disgelo primaverile e la magra autunnale. Il posto è frequentato dai cervi e con un po’ di fortuna è anche possibile assistere ai combattimenti tra i maschi per la supremazia nel branco.
Rientro a Opi e pomeriggio libero.

6° giorno giovedì

La Montagnola
(sentieri PNALM: H5-H4 – Lunghezza 10,200 km c.a. – tempo di percorrenza 6,30 h c.a. – disl. salita 330 m. – disl. discesa 680 m. – difficoltà E)

trekking 071159 resizedTrasferimento da Opi a Passo Godi (quota 1.600 m). Si prende il sentiero che passa vicino al faggio del Pontone che con i suoi 21 metri di altezza e più di 8 metri di circonferenza è certamente uno tra i più famosi presenti nell’elenco dei monumenti vegetali italiani. Si prosegue in salita tra boschi di faggio e praterie d’altitudine fino a raggiungere la Montagnola con panorami sulle cime più imponenti del Parco. Continuando sulla cresta, che sfiora i 2.000 m, si cammina tra doline dette “puzzacch’” e campi solcati a ricordo dell’ultima glaciazione. Tra le cime sommitali negli ampi pianori e nelle doline stesse è possibile leggere la storia dei pastori che trascorrevano l’estate in montagna per il pascolo delle greggi. Muretti a secco e ruderi di stazzi indicano una delle vie più antiche del territorio.

Si arriva quindi sulla vetta del Monte Mattone per affacciarsi su un ampio pianoro e su un vallone pascolivo che degrada dolcemente verso il bosco di faggio e quindi nella pineta di Pino Nero di Villetta Barrea (Pinus nigra nigra) rara specie relitta pioniera; da qui il panorama sulle cime della Camosciara e sulla sottostante Vallis Regia merita un momento di sosta.

Con ampi traversi si comincia a scendere lungo una vecchia mulattiera fino all’inizio dell’abitato di Villetta Barrea, comune di circa 600 abitanti, dove è possibile fermarsi per ammirare elementi architettonici di valore e per un momento di riposo. Rientro ad Opi.

Punti di sosta: Faggio del Pontone, stazzo della Montagnola.

7° giorno venerdì

Passo Godi – stazzo di Ziomas – Valico del Campitello – rifugio Pratorosso – Pescasseroli (
sentieri PNALM: Y7-Y1-A4-A1-A9 – Lunghezza 17,500 km ca. – tempo di percorrenza 7,30h ca. – disl. salita 400 m. – disl. discesa 860 m. – difficoltà EE).

Trasferimento da Opi a Passo Godi come nel giorno precedente. Si prende la sterrata che aggira in costa il monte Godi con panorami sul sottostante paese di Scanno e, in lontananza, sulle vette del Corno Grande del Gran Sasso. Si arriva nell’ampio vallone pascolivo all’inizio del quale si trova lo stazzo di Ziomas, capanna tutt’ora usata dai pastori di Scanno. Si risale il vallone superando la cresta sommitale per affacciarsi su un ampio pianoro dominato dai contrafforti del M. Marsicano e con lo spettacolare sfondo della Camosciara e delle sue guglie dolomitiche. Si lascia il pianoro per il sentiero in salita che dopo diversi tornanti raggiunge il valico del Campitello (m. 2000) che merita una sosta per l’ampio panorama costituito da un suggestivo compendio di valli pascolive, creste impervie, dolci declivi e boschi imponenti in cui si intravedono le tracce antiche delle attività pastorali presenti anche in queste remote località. Qui ci si può sentire veramente “fuori dal mondo” e assaporare la quiete dell’ambiente circostante.
Dal valico si scende nel sottostante vallone e per sentiero boscoso si raggiunge il rifugio di Pratorosso da dove, proseguendo su sterrata, si arriva a Pescasseroli. Rientro a Opi.
Punti di sosta: stazzo di Ziomas, stazzo di valle di Corte, rifugio Pratorosso.

8° giorno sabato

Colazione, saluto di arrivederci e scioglimento del gruppo.

 

Le quote comprendono:Trekking dei colori d’autunno

Accompagnatore, notti in albergo*** (camera doppia) con 1° colazione, cena (escluse bevande), pranzo al sacco o in struttura convenzionata, trasferimenti a terra come da programma.

Le quote non comprendono:

Viaggio per raggiungere Opi, eventuali extra in albergo, assicurazioni facoltative, e tutto quello che non è specificato alla voce precedente.

Equipaggiamento consigliato:

Zaino leggero (10/20 lt.) – Lampada frontale – Borraccia – Scarpe da trekking collaudate – Robusti pantaloni in tela – Felpa in cotone o pile – Giacca a vento – Mantellina o poncho antipioggia – Cappello, crema ed occhiali da sole – Repellente per insetti – Piccolo pronto soccorso – Consigliati bastoncini telescopici.

Info utili:

Si può raggiungere Opi con mezzi propri da Roma (autostrada dei Parchi A25 uscita Ovindoli-Celano – SS 5 Tiburtina e SR 83 Marsicana); da Pescara (autostrada A25 uscita Pescina – SR 83 Marsicana); da Napoli (Autostrada A1 uscita Caianello – SS 17 dell’Appennino Abruzzese – SR 83 Marsicana).
Con mezzi pubblici: ferrovia Roma-Pescara fino Avezzano e autolinea TUA (trasporti unici abruzzesi) Avezzano – Castel di Sangro.

MODULO RICHIESTA INFORMAZIONI E PREVENTIVI





Informazioni e prenotazioni:

Hotel La Pieja 

tel. O863.910772 – 338.4232759

Email: info@lapieja.it

Le prenotazioni sono possibili fino a 5 giorni prima della data di inizio del trekking.

 

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CONTATTI :

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Opi (AQ) , Italy
+39 0863910772 - 338 4232759
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